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Casa

Il diritto a un tetto, spiegato semplice

Avere una casa è un diritto, ma le strade per arrivarci sono sparse tra comune, regione e Stato. Eccole in ordine, con a chi chiedere. Le regole cambiano da un comune all'altro: per ogni voce, la porta giusta è quella indicata.

1. Le case popolari (edilizia residenziale pubblica)

Sono alloggi pubblici con un affitto calcolato sul reddito. Si accede con un bando del comune o dell'ente casa regionale (ATER, ALER, ACER, ARTE e simili, il nome cambia da regione a regione), che forma una graduatoria. Servono di solito residenza o lavoro nel comune, un ISEE sotto la soglia regionale e nessuna casa di proprietà adeguata.

A chi chiedere: ufficio casa del comune o sito dell'ente casa della tua regione. I bandi escono periodicamente: chiedi quando esce il prossimo e prepara subito l'ISEE.

2. Il contributo per pagare l'affitto

Molti comuni pubblicano ogni anno un bando per un contributo a chi è in affitto con un contratto registrato e un ISEE basso, finanziato con fondi regionali e statali. Esistono anche fondi per la morosità incolpevole, per chi non riesce più a pagare per una causa che non dipende da lui (perdita del lavoro, malattia, separazione).

A chi chiedere: servizi sociali o ufficio casa del comune; i sindacati inquilini (SUNIA, SICET, UNIAT) aiutano gratis con la domanda.

3. Se hai meno di 31 anni e vai in affitto

Chi ha tra 20 e 30 anni, un reddito complessivo fino a 15.493,71 euro e prende in affitto una casa come abitazione principale, diversa da quella dei genitori, può avere una detrazione IRPEF per i primi quattro anni del contratto: il 20% del canone, con un minimo di 991,60 euro e un massimo di 2.000 euro all'anno (articolo 16, comma 1-ter, del testo unico delle imposte sui redditi).

A chi chiedere: si chiede nella dichiarazione dei redditi; un CAF la compila con te.

4. Comprare la prima casa da giovane

Per chi ha meno di 36 anni esiste un fondo di garanzia pubblico (Fondo prima casa, gestito da Consap) che garantisce una parte del mutuo, così la banca presta anche senza grandi risparmi. Requisiti, percentuali e scadenze cambiano con le leggi di bilancio: verifica sempre la versione in vigore.

A chi chiedere: la tua banca o il sito di Consap.

5. Se perdi la casa o non hai dove dormire

Il primo passo sono i servizi sociali del comune in cui ti trovi: attivano l'accoglienza d'emergenza, i dormitori e i progetti di inserimento abitativo. Esistono anche progetti "housing first", che danno subito una casa e poi un accompagnamento. Se hai uno sfratto in corso, rivolgiti subito a un sindacato inquilini o a un avvocato: ci sono tempi e tutele da usare.

A chi chiedere: servizi sociali del comune; in emergenza la sera, il pronto intervento sociale del comune dove esiste; le Caritas diocesane e le associazioni di strada.

6. Ricominciare altrove

Se cambiare città è una possibilità, molti piccoli comuni danno contributi per la casa o case a 1 euro a chi trasferisce la residenza. Li trovi su soldi per trasferirsi, ciascuno con la sua fonte.

Queste informazioni sono generali e aggiornate al 27 ottobre 2026. Non sostituiscono il parere di un CAF, di un sindacato inquilini o dei servizi sociali, che conoscono le regole del tuo comune.